Una componente del mix energetico, sicuramente la più
veloce da reperire, ma non la più semplice, è dunque il risparmio
energetico, che transita da una attenta analisi del fabbisogno, da una proiezione
dei bisogni futuri e da una proposta di miglioramento energetico.
Risulta evidente che nulla è più personalizzato dell’analisi,
che raccoglie le specificità dell’impresa, cosi come nulla è
più replicabile dell’esperienza e della conoscenza, caratteristiche
indispensabili per la redazione di un piano di risparmio.
Affrontare con efficacia le sfide energetiche ed ambientali significa per il nostro
Paese modificare in modo consistente le politiche di investimento, introducendo
una discontinuità che porti a privilegiare le tecnologie innovative a più
basso impatto ambientale e minor consumo energetico: una nuova “rivoluzione
industriale” come quella auspicata dalla Commissione Europea e già
percorsa da alcuni settori sulla spinta della concorrenza internazionale.
Per illustrare la portata del nuovo corso di investimenti richiesto, la figura seguente
mostra quanto sia forte la discontinuità necessaria in termini di emissioni
annue di gas serra per il rispetto degli impegni internazionali dell’Italia.
A dispetto di un trend storico crescente, gli obiettivi al 2020 impongono uno sforzo
immane di riduzione.
Andamento storico delle emissioni di gas serra ed obiettivi
al 2012 e al 2020 per l’Italia
La posizione geografica, ad esempio, può rappresentare
un fattore di vantaggio competitivo; è importante però che questi
programmi si traducano in piani industriali, integrati in un mercato di riferimento
che è il proprio e che l’impresa conosce perfettamente, a seguito di
scelte ecologiche mirate, con un approccio scevro da pregiudizi e pragmatico che,
fissati gli obiettivi di lungo termine, metta in atto misure congrue per raggiungerli.
Ricerca e innovazione non sono utili solo dal lato dell’offerta, in quanto
“prodotto-da-vendere”. La riduzione dei consumi energetici possibile
con le tecnologie attuali è stata stimata dal Piano d’Azione Europeo
per l’Efficienza Energetica dell’ottobre 2006, che segue la Direttiva
2006/32 dell’aprile 2006, superiore al 20% al 2020.
Vi è una premialità intrinseca nella riduzione dei costi di gestione
degli impianti ottenuta mediante gli interventi di efficienza energetica. I mercati
per l’ambiente recentemente avviati mirano a rendere visibili e riconosciuti
i vantaggi, ma certamente il reale beneficio sta nel contenimento dei costi, praticamente
certa e priva di rischi quando si adottano soluzioni tecniche consolidate.
Ultimo valore in gioco, unico intangibile, ma non per questo meno importante, è
quello dell’immagine della società, del proprio brand; i risultati
ottenuti, oltre che un risposta economica immediata, permettono di posizionare l’azienda
sul mercato in maniera diversa, più competitiva nei prezzi e più virtuosa
nell’immagine, con chiaro beneficio del proprio business.