Il potenziale dell’efficienza energetica
I motori elettrici nell’industria
Nei settori industriali si possono conseguire importanti riduzioni di consumo, come hanno mostrato
ad esempio delle stime di ANIE: circa la metà dei 138 TWh di consumo elettrico dell’industria sono imputabili
al funzionamento motori.
Molti di questi non sono nella classe di efficienza migliore, anche quando funzionano per molte ore all’anno
e sarebbe economicamente conveniente sostituirli. Il miglioramento di rendimento può essere stimato
cautelativamente dell’ordine del 4%. Su un consumo attuale di circa 70 TWh significa circa 3 TWh,
con tempi di ritorno dell’investimento spesso inferiori ai 3 anni.
I motori negli elettrodomestici
Molti elettrodomestici sono equipaggiati con motori (aspirapolvere, lavatrice, frigoriferi, lavastoviglie,
aspiratori, …) che spesso non sono i più efficienti oggi in commercio. Si stima che dei 2.282 kWh di consumo
medio dei 29,2 milioni di clienti domestici italiani, un terzo sia consumato dai motori e che il recupero di
efficienza con motori migliori possa essere cautelativamente del 5%.
Questo si traduce in un minor consumo di 1,1 TWh.
I consumi per stand-by
Gran parte degli elettrodomestici oggi sono attrezzati per poter essere avviati da remoto, oppure hanno
dei timer: telefoni, stereo, televisione, radiosveglie, forni, segreterie telefoniche, fax hanno tutti un consumo
quando sono in stato di riposo, che in alcuni casi è significativo.
Si può cautelativamente stimare che i 29,2 milioni di utenze domestiche italiane abbiano mediamente un
consumo per stand by di 20 W. Questo equivale ad una potenza di 600 MW per tutte le ore dell’anno,
vale a dire 5,1 TWh all’anno.
Illuminazione pubblica
Un recente lavoro ha mostrato come sarebbe possibile ridurre i consumi per illuminazione pubblica in Italia di circa 1,5 TWh se tutti i Comuni fossero come il comune capoluogo di provincia italiano più efficiente.
Una diminuzione di consumi altrettanto significativa si potrebbe ottenere con l’utilizzo di lampade fluorescenti o di tecnologia analoga nei settori domestico e terziario, con risparmi consistenti.
Il risparmio nell’edilizia: gli edifici nuovi
Il recepimento della Direttiva europea 2002/91/CE con il decreto 192/05 aggiornato dal 311/06 ha introdotto la
diagnosi e certificazione energetica degli edifici.
Solo dagli edifici nuovi, ipotizzando una riduzione di consumo da 175 kWh/m2 anno (dato medio attuale) ai 60 kWh/m2 anno di una classe di efficienza buona, ma non ottima (la classe C di Casaclima Bolzano), con le volumetrie attese in costruzione nel 2006 si potevano risparmiare circa 1,26 Mtep all’anno, che equivalgono a circa 460 milioni di Euro con un prezzo del petrolio di 50 €/barile (366 €/tep), con un costo medio degli interventi per ottenere il risparmio (maggior isolamento termico del tetto, miglior tenuta degli infissi, minor trasmittanza termica delle pareti, …) di circa 200 €/tep, circa la metà del prezzo attuale dell’energia.