Risparmia
risorse,
accendi solo
ciò che serve!


analisi del mercato



Andamento storico delle emissioni di anidride carbonica nel mondo.




Nel mondo i consumi energetici complessivamente ammontavano nel 2005 a 11,4 miliardi di tep (tonnellate equivalenti petrolio):

per il 35% petrolio, destinato quasi esclusivamente ai trasporti; per il 25,3% carbone, in gran parte dedito alla produzione elettrica; per il 20,7% gas naturale, che alimenta gli usi termici e termoelettrici; per il 6,3% nucleare, per il 2,2% idroelettrico e per il 10% biomassa combustibile; le altre fonti contavano solamente per uno 0,5% (fonte IEA).

La dinamica vede una progressiva riduzione della quota del petrolio (la cui domanda comunque si incrementa in valore assoluto) ed una crescita del consumo di gas naturale.

Sebbene non ci siano preoccupazioni per una scarsità fisica di petrolio e di gas, l’andamento dei prezzi, il progressivo concentrarsi delle riserve in pochi paesi e le pressioni sull’ambiente suggeriscono di avviare per tempo la diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

Il sistema energetico italiano è caratterizzato da una dotazione limitata di risorse naturali,con una dipendenza dalle importazioni dell’84,3% (87,5% per i combustibili fossili) nel 2005
Ma se oggi in Italia l’85% del gas e il 92% del petrolio sono importati, sappiamo che questa condizione anticipa in qualche modo il trend atteso per l’Unione Europea nei prossimi anni.

Questa doppia dipendenza non soltanto determina problemi di sicurezza negli approvvigionamenti, ma comporta elevati costi dell’energia, che ricadono negativamente sul sistema produttivo.
L’offerta di energia elettrica sulla rete italiana nel 2006 era composta per il 71,6% dalla produzione termoelettrica, per il 12,6% dalla quella idroelettrica, per il 2,6% dalle fonti eolica, geotermica e solare e per il rimanente 13,2% dalle importazioni.

Il dato peculiare consiste nella quota rilevantissima della produzione da gas naturale, pari al 49,7% di quella netta nel 2005, che rappresenta un’esposizione molto forte verso una singola fonte.




La produzione elettrica in Italia (TWh, 2005)





Questa situazione è destinata a peggiorare, a causa della scelta del “tutto gas”, che nel 2008 ha alimentato il 70% delle centrali termoelettriche.

Eppure, il parco elettrico italiano di generazione ha sperimentato un rinnovamento sostanziale nel corso dell’ultimo decennio.

In base ai piani di investimento attuati ad oggi, nel 2008 oltre il 60% della potenza termoelettrica è entrata in esercizio dopo la liberalizzazione del 1999: uno svecchiamento che non ha pari in nessun Paese europeo
Il settore della generazione elettrica ha mostrato che è possibile cambiare e l’industria italiana ha risposto con tempestività alle sfide dell’apertura del mercato.

Per assumere una prospettiva di lungo periodo nel settore energetico è necessario osare e scommettere sulla diversificazione delle fonti valorizzando il ruolo della ricerca.
Il documento propone una riflessione approfondita sulla sostenibilità delle nostre scelte e sul mglioramento del delicato rapporto con l’ambiente.
Le tensioni sui mercati degli idrocarburi fanno temere una incontrollata deriva dei prezzi verso l’alto; questo fattore di incertezza porta delle criticità sul sistema energetico mondiale che spingono per la ricerca di soluzioni alternative, almeno nel medio lungo periodo.
Nessuna fonte energetica può essere trascurata; è proprio dalla varietà del mix che può nascere la sicurezza dell’offerta e il contenimento degli effetti sull’ambiente.